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Oggetto: «La figlia è disabile e dà fastidio Niente pranzo...

Inviato il: 29 07 2010 14:27

«La figlia è disabile e dà fastidio Niente pranzo tra i clienti»

LA DENUNCIA

L’esposto di una famiglia bassanese in vacanza in un albergo a Bibione

BIBIONE (Venezia) — Le valigie fatte in fretta per «scappare» da un posto in cui, a causa della disabilità della figlia, si viene trattati diversamente dagli altri clienti. E la settimana al mare presto si trasforma in un esposto per veder restituiti almeno i soldi pagati in più. Proprio così, perché, lasciando l’hotel prima della data stabilita i bassanesi protagonisti del fatto hanno dovuto pagare anche una sorta di penale di circa 500 euro.

Il caso di vacanza rovinata è andato in scena a Bibione ad inizio del mese, quando mamma, papà e la figlia di quattro anni colpita da una malattia molto grave e incurabile hanno scelto di passare qualche giorno al mare, in un albergo che già conoscevano. Dopo tre giorni, però, hanno deciso di andarsene per non subire una «discriminazione ».

Così descrive quanto successo Antonio Tognoni, presidente veneto dell’Unione nazionale consumatori al quale si è rivolta la famiglia. «Da quanto ci ha spiegato il padre, venuto nella sede di Cassola (nel Bassanese) a denunciare il caso - dichiara Tognoni - sono state attuate condizioni inaccettabili e discriminatorie nei confronti di una disabile». Secondo il racconto, l’albergatore in questione avrebbe detto alla famiglia di far mangiare la bambina in orari diversi rispetto agli altri clienti, per non provocare disturbo dovuto alle sue reazioni fisiche. La piccola è affetta da una sindrome congenita e per esprimersi emette alcuni suoni: sono proprio questi vocalizzi il contendere della vicenda. A detta dei genitori sarebbero state di lieve entità, tali da non provocare fastidi agli altri ospiti dell’hotel, per questo sono rimasti sconcertati quando è stato chiesto loro di portare la figlia a mangiare prima delle 7.30 la mattina e alle 18.30 la sera. Una disposizione che mamma e papà non hanno voluto accettare, presentandosi alla cassa e chiedendo il conto.

A questo punto sarebbe sorta la seconda amara sorpresa: oltre a pagare per i giorni effettivamente trascorsi nell’albergo, i due bassanesi hanno versato anche circa 500 euro per aver anticipato la partenza rispetto alla prenotazione. «Questa situazione - commenta Tognoni - esula dal dovere di tutelare e garantire massima tranquillità a tutti gli ospiti presenti in hotel, tanto che nei fatti accaduti non si rilevano situazioni tali da poter giustificare un tale atteggiamento. Tanto più riteniamo che non possa essere accettata alcuna giustificazione in termini contrattuali, visto che l’albergatore ha già ospitato lo scorso anno la famiglia e quindi è già a conoscenza dell’esistenza della disabilità di cui è affetta la bambina». Ora l’Unione nazionale dei consumatori Veneto ha inviato una lettera all’albergo (e per conoscenza ad alcuni enti locali e regionali) intimando i proprietari a restituire la cifra della penale, prima di partire con la causa.

Elfrida Ragazzo
29 luglio 2010

da: http://corrieredelveneto.corriere.it/

L'amaro episodio mi fa venire in mente la scena burlesca di un "Amici miei" (film anni 70) quando gli amici, in una casa di riposo, mangiavano la minestra emettendo, apposta, suoni sgradevoli con la bocca. Ma, purtroppo, nell'episodio su riportato nessuno finge. Nè la bimba che mangia come riesce (come ognuno di noi) nè l'albergatore che con l'assurda richiesta ha finito per far andare via la famiglia. Manca una cosa importante in questo pezzo, il nome dell'albergo, da cancellare dalle guide turistiche non prima che quattro amici disabili "gutturalmente cantori" abbiano lì soggiornato e pranzato una settimana.


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contepaolo

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Inviato il: 30 07 2010 10:52

Corsi e ricorsi storici. Una ventina d'anni fa un albergo di Bellaria rifiutò 11 disabili torinesi, regolarmente prenotati, perchè avrebbero turbato la serenità dei vacanzieri. Nacque un putiferio. Se ne occuparono per una quindicina di giorni le cronache dei giornali e persino RAI 3 dove fu intervistato il presidente nazionale della mia associazione. Ovviamente i toni erano di sdegno e disapprovazione. Fu anche indetta una manifestazione serale da Don Benzi per le strade di Rimini affollate di turisti, con conclusione nei pressi del Grand Hotel. Tutto molto bello, applausi dei villeggianti che assaporavano il gelato comodamente seduti nei bar, discorsi di sindacalisti, preti, uomini di cultura dal palco.

Io c'ero e ne ero orgoglioso. Mi dicevo che quella era la volta buona e che fatti del genere non sarebbero più accaduti. Ma non avevo fatto i conti con l'ipocrisia della gente - non tutta ma molta - e con la mia ingenuità. Infatti da allora questi episodi si sono ripetuti puntualmente ogni anno in alberghi di località marine.

Ne deduco che il disabile dà fastidio. O meglio, come sosteneva il mio presidente, uno o due disabili suscitano nella gente un senso di solidarietà o quantomeno di pietismo. Un gruppo più consistente provoca rifiuto e repulsione.

Che ne pensate?


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Inviato il: 30 07 2010 11:45

Sdegno e disapprovazione non bastano per abbattere i pregiudizi. Bisogna fare capire, attraverso l'informazione, che l'integrazione, l'essere quello che si è in mezzo ad altri diversi da noi, è un diritto ed un dovere di tutti.


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contepaolo

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Oggetto: Purtroppo la discriminazione non ha bandiere nazionali...

Inviato il: 30 07 2010 11:59

Ignoranza e discriminazione: la Gran Bretagna e la disabilità intellettiva

(a cura di Giuliano Giovinazzo*)

Non sono certo confortanti gli esiti di una recente indagine condotta in Gran Bretagna, su un campione di 1.100 adulti, riguardante le persone con disabilità intellettiva. Secondo un terzo degli interpellati, infatti, si tratta di persone incapaci di vivere indipendentemente o di svolgere un lavoro, mentre quasi un quarto suppone che esse vivano in case di cura e uno su dieci si aspetta che siano assistite presso "ospedali sicuri", fuori città... Alla base di tutto la scarsa conoscenza sul significato stesso di disabilità intellettiva. E nel frattempo crescono i fatti di cronaca legati a situazioni di soprusi o violenze nei confronti di questa fascia di popolazione, stimata - nel Regno Unito - in un milione e mezzo circa di persone

Risulta purtroppo ancora molto diffusa, in Gran Bretagna, la discriminazione nei confronti delle persone con disabilità intellettive, insieme a una concezione sbagliata su tutto quanto concerne le loro vite, malgrado la grande visibilità avuta da una lunga serie di crimini e abusi dettati proprio dall'ostilità nei confronti di questi cittadini.
Lo rivela una recente indagine, secondo la quale un terzo degli abitanti del Regno Unito sembra ritenere le persone con disabilità intellettive incapaci di vivere indipendentemente o di svolgere un lavoro, mentre quasi un quarto suppone che esse vivano in case di cura. Quasi uno su dieci (l’8%), infine, si aspetta che siano assistite presso "ospedali sicuri", fuori città...
Sempre dalla medesima ricerca è emersa inoltre - da parte delle stesse persone con disabilità intellettiva - un'alta consapevolezza delle difficoltà che si trovano ad affrontare. Infatti nove su dieci degli intervistati da Turning Point - una tra le più importanti realtà erogatrici di servizi socio-sanitari nel Regno Unito - ritengono di avere subìto esperienze di discriminazione e più della metà (51%) di loro si considerano il gruppo più discriminato nella società, prima ancora di altri, spesso percepiti come vittime di tali trattamenti, incluse le persone gay (44%), le persone obese (43%) e le minoranze etniche (40%).

Come accennato inizialmente, i cosiddetti "crimini di odio" [termine con cui cerchiamo di rendere al meglio l'espressione "Hate Crime", quasi intraducibile, N.d.R.] nei confronti delle persone con disabilità intellettiva - che si stima siano circa un milione e mezzo in Gran Bretagna - sono ripetutamente approdati sulle prime pagine delle cronache nei mesi più recenti.
Nell'autunno del 2009, ad esempio, un’inchiesta ha fatto emergere come Fiona Pilkington abbia ucciso la figlia adolescente - con una età mentale di quattro anni - e si sia poi tolta la vita, dopo essere stata portata alla disperazione - a quanto sembra - dai continui soprusi patiti dalla sua famiglia.

Tornando al campione di 1.100 adulti interpellati da Turning Point (se ne può leggere approfonditamente anche cliccando http://www.turning-point.co.uk/News/Pages/Publicstilldiscriminate.aspx), è risultata anche - di base - una scarsa conoscenza del significato stesso di disabilità intellettiva. Secondo un terzo delle persone, infatti, la malattia mentale sarebbe una forma di disabilità intellettiva, mentre un quarto avrebbe classificato come tale anche la demenza.
Adam Penwarden, direttore dei Servizi per le Disabilità Intellettive di Turning Point, ha affermato che queste concezioni errate contribuiscono al diffondersi della discriminazione. «Spesso la gente suppone - ha dichiarato - che chi ha una disabilità intellettiva sia "differente", "diverso" e lo discrimina per questo motivo. In realtà si tratta di persone che possono dare un grande contributo alla società, quando viene loro dato il giusto supporto, il che comporta avere un lavoro, vivere indipendentemente e giocare un ruolo attivo nella propria comunità locale».

Rosa Monckton, madre di una giovane con sindrome di Down, sostiene che le persone con disabilità intellettiva vengano frequentemente etichettate in base a uno stereotipo meramente negativo. «Nel corso dell'indagine - sottolinea infatti - quando è stato chiesto di descrivere una "tipica persona con disabilità intellettiva", la maggior parte degli interpellati hanno risposto indicando caratteristiche negative, quali l’avere scarse abilità sociali, la mancanza di affidabilità o anche l'aggressività e i difetti nel modo di parlare. Restano invece assai sottovalutate le caratteristiche positive, come l’essere calorosi, estroversi o divertenti. E ciò dimostra come la gente abbia delle idee preconcette rispetto al modo in cui una persona con disabilità intellettiva si comporta o pensa».

*Traduzione e adattamento, in collaborazione con Stefano Borgato, di un articolo di Rachel Williams, pubblicato il 14 luglio 2010 dalla testata «Guardian» e disponibile in versione originale http://www.guardian.co.uk/society/2010/jul/14/discrimination-learning-disabilities/print Approfondimenti (in lingua inglese) sull'indagine condotta da Turning Point sono disponibili cliccando http://www.turning-point.co.uk/News/Pages/Publicstilldiscriminate.aspx.

da: http://superando.eosservice.com


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contepaolo

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Inviato il: 31 07 2010 10:14

Citazione: ( coal ha scritto )
Ne deduco che il disabile dà fastidio. O meglio, come sosteneva il mio presidente, uno o due disabili suscitano nella gente un senso di solidarietà o quantomeno di pietismo. Un gruppo più consistente provoca rifiuto e repulsione.

Che ne pensate?


Uno o due disabili suscitano una egoistica solidarietà, ovvero lo strumento passeggero attraverso il quale esplicare una buona azione utile più alla propria gratificazione. Una delle tante chiavi per aprire le porte del paradiso.
Confrontarsi, invece, con un gruppo più ampio mette sotto banco le proprie capacità di accettazione, di cultura, di sensibilità, di impegno morale e materiale, di fronte ai quali c'è la consapevolezza di non essere all'altezza. Come il gatto a cui tendi una carezza se non è abituato, se non ti conosce tira fuori i denti per paura.
Quindi più che di repulsione parlerei di paura, paura di qualcosa che turbi "l'equilibrio della normalità" . Oggi il disabile non resta in casa come prima, guida, và in vacanza, lavora(a volte..) ama ma, il mondo esterno che dovrebbe accoglierlo non è preparato a questa " invasione di campo" pertanto, episodi del genere altro non sono che una inevitabile conseguenza. E la cultura che questo governo sta diffondendo non aiuta certo in tal senso.

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" Sappiatelo, sovrani e vassalli, eminenze e mendicanti, nessuno avrà il diritto al superfluo, finché uno solo mancherà del necessario ”Salvador Diaz Miròn ( poeta messicano )
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Inviato il: 31 07 2010 13:22

http://www.youtube.com/watch?v=PRszqgpc88gN SO SE E IL POSTO GIUSTO AL MASSIMO LO SPOSTATE MA E TROPPO BELLO X NN CONDIVIDERLO CON VOI.



http://www.youtube.com/watch?v=PRszqgpc88g
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