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Oggetto: pazzia dell'inps

Inviato il: 28 07 2010 15:52

È nata cerebrolesa ma l'Inps
non le crede: "Dimostri l'invalidità"
A migliaia di malati l'Inps richiede i documenti di invalidità
+ Madre coraggio vince la crociata per i bimbi sordi M. TR.
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L’istituto chiede documenti
e certificati medici
MARCO ACCOSSATO

TORINO
Questo è il dramma di una ragazza di 37 anni, cerebrolesa dalla nascita e con una condanna in più: la burocrazia. Si chiama Claudia Bottigelli, vive a Torino, immobilizzata a letto o su una sedia a rotelle da quando è venuta al mondo. Ha bisogno di tutto e di tutti, e in casa sono archiviati decine di documenti e certificati che dimostrano la sua (evidente, innegabile, incontestabile) disabilità gravissima. Ma per l’Inps a caccia di falsi invalidi Claudia potrebbe essere una truffatrice. Potrebbe fingere. I sondini che le attraversano il corpo, i pannoloni che è costretta a indossare, le bretelle che la tengono ferma sulla carrozzella, e la schiena spezzata dei genitori che si dedicano completamente a lei potrebbero essere un bluff. Fino a prova contraria.

Così ipotizza l’Inps. Lo fa per Claudia e per migliaia di altri malati gravi, persino di Sla: a tutti, in tutta Italia, l’Istituto di previdenza chiede copia dei documenti che certifichino la vera invalidità. «Un assurdo», sbotta Marina Cometto, madre di Claudia, donna battagliera che in questi anni non ha mai lasciato sola un istante la figlia, e con la sua forza ha portato avanti numerose altre battaglie per tutti i disabili. La Cometto non può lasciare sola Claudia, ma «per colpa di un’assurda burocrazia ho appena dovuto buttare via tre ore del tempo che dedico a lei per consegnare in via XX Settembre certificazioni di visite specialistiche accumulate negli anni, pareri medici, cartelle cliniche, e persino il documento della dimissione dall’ultimo ricovero in ospedale». Adesso Marina aspetta che l’Inps la convochi, costringendola a portare con sé Claudia per dimostrare che è davvero invalida: «Basterebbe che l’Inps si rivolgesse all’Asl, o che contattasse il nostro medico di famiglia». Invece no: la burocrazia non perdona. Come la malattia di Claudia.

Marina Cometto ha sfogato tutta la sua rabbia su Facebook e su Youtube, dove ha pubblicato persino un video della figlia cerebrolesa in seguito a una sofferenza fetale: «L’Inps - dice la Cometto - prevede 100 mila verifiche entro dicembre 2010, altre 500 mila entro il 2013. Ma non si rende conto che non è penalizzando i veri invalidi che si scovano quelli falsi? Dei veri invalidi esiste già tutta la documentazione in regola, le persone che vivono la vera disabilità hanno centinaia di certificati di medici pubblici o privati...». Truffatori potenziali. Oltre ai casi come Claudia, l’Inps chiede di dimostrare di essere veramente disabili anche a persone colpite da Sla e da patologie genetiche come la spina bifida. «I bambini sono esclusi per legge, ma mi risulta - sottolinea sempre la madre di Claudia - che abbiano chiesto la documentazione anche alle madri di bimbi totalmente non autosufficienti».

L’operazione-trasparenza non perdona: «L’Inps spenderà circa 15 milioni di euro per assumere i 488 medici incaricati di controllare la veridicità delle documentazioni presentate, e per le eventuali visite». Creando un problema in più a queste famiglie già provate: «Nel caso la documentazione non sia ritenuta sufficiente l’indennità di accompagnamento viene sospesa all’istante. E non basta più un semplice ricorso, per far valere le proprie ragioni. È necessario rivolgersi a un avvocato, e spendere altro tempo e altro denaro sottratto ai malati, la cui assistenza può costare alle famiglie anche più di 3000 euro al mese».

marco.accossato(at)lastampa.it
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IL SORRISO DI UN BIMBO E LA MIGLIOR MEDICINA


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paperino

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Inviato il: 30 07 2010 12:21

Scusate se qui ci ripetiamo ma queste situazioni sono frutto di un pasticcio di chi non ha nè competenze nè conoscenze per fare e rifare leggi che riguardano la disabilità. Fino a quando sul verbale d'invalidità non si metterà la voce di scelta se una persona è o meno rivedibile esisteranno sempre tre categorie: i furbi che provano a godere economicamente della disabilità che non hanno; i governanti incompetenti che cercano un pò di share per il loro governo scovando gli imbroglioni falsi invalidi; gli invalidi veri che ormai devono andare in giro col verbale di invalidità e legge n. 104 in tasca per fare vedere che attori non sono.


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contepaolo

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