Dal libano un film sui disabili mentali finanziato dalla Dgcs. Nel 1962, lo psichiatra Abdel Rahman Al Labban fondò l’ospedale psichiatrico di Al Fanar, conosciuto anche come “The Lightouse” (il faro), un centro per accogliere e curare persone affette da disturbi neuropsichiatrici. L’Ospedale, originariamente creato per servire il Sud del Libano rimane l’unica struttura del genere in questa regione del Paese. L’Ospedale, originariamente creato per servire il Sud del Libano rimane l’unica struttura del genere in questa regione del Paese. Oggi accoglie pazienti da tutta la nazione. Apolitico e non religioso, l’Ospedale Psichiatrico Al Fanar rappresenta ormai da quasi cinquanta anni un rifugio per molti, che non possono permettersi l’accesso a cure private. Tanti difficilmente rivedranno ancora le proprie famiglie e per molti Al Fanar diventa l’unico rifugio possibile. Qui trascorrono il loro tempo, si sentono al sicuro, prendono le loro medicine e sognano il giorno in cui torneranno casa.
Sin dalla metà degli anni ottanta, tre donne della famiglia Labban si sono prese personalmente carico della gestione dell’'ospedale: una moglie, una figlia ed una nipote. Per tutte e tre non esiste l'idea di poter abbandonare un giorno questo progetto. La loro missione è quella di mantenere in vita un legame Questo film offre un'introspettiva della vita dei disabili mentali, fornendo anche uno spunto di riflessione sulla determinazione di tre donne così diverse, ma unite nella battaglia contro una causa fortemente ignorata dalla società. Il film è stato realizzato durante l'esecuzione del progetto “Ristrutturazione e azioni di sostegno all'ospedale psichiatrico Al Fanar”, finanziato dalla Cooperazione italiana con 486 mila euro e dallo stesso ospedale con 50 mila dollari ed eseguito dalla Ong italiana “Ctm Lecce” nel periodo compreso tra l'Ottobre 2009 e l'Aprile 2010.
Il film vuole essere una testimonianza significativa ed un messaggio per avviare un cambiamento radicale nell'approccio al trattamento delle malattie mentali nel Paese. La prima di “Home”, un film di Philip Bajjaly, una produzione Newstime, sarà proiettata alle 19:30 presso il palazzo dell'Unesco a Beirut, alla presenza dell’ambasciatore d'Italia in Libano, Gabriele Checchia, e del regista Philip Bajjaly. La pellicola, peraltro, il prossimo autunno parteciperà anche al Human Rights Nights Festival di Bologna. Il programma Ross (Riabilitazione socio-economica del paese e riqualificazione del territorio) è giunto alla sua terza fase e il suo obiettivo è contribuire alla riabilitazione e al rafforzamento dei servizi di base, volti a promuovere migliori condizioni socioeconomiche, attraverso l’avvio di un processo di sviluppo locale, con particolare attenzione alla tutela dell’ambiente ed alla parità di genere.
( virgilio.it)Pubblicato il : 13-06-2010 (38 letture)
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