Si può essere albero o ramo, bisogna fare di tutto per diventare albero, è troppo poco restare ramo, si ha sempre bisogno di un albero da cui dipendere.
Little Miss Sunshine


immagine delfilm


Cinema/ Satira su una famiglia di perdenti in un mondo ossessionato dal vincere.
Questa storia racconta il tragicomico viaggio della bizzarra famiglia Hoover verso la California, per accompagnare la figlia minore al concorso di bellezza “Little miss sunshine”.

Gli Hoover sono dei veri e propri perdenti, negativi, chiusi nelle proprie nevrosi; essi inseguono chimere impossibili da realizzare, ma il viaggio verso la California, intesa come meta per arrivare al successo, pian piano servirà invece a far riconoscere ai protagonisti che i valori più veri, il mondo da vivere è il loro, non quello finto che fino a quel momento hanno ingenuamente inseguitoLa famiglia Hoover è composta da Richard, il padre, un “motivatore” per le capacità di essere vincenti, che addirittura ha scritto un manuale in nove punti con speranza di pubblicarlo; Sheryl, la madre, che cerca in tutti modi di mantenere unita la famiglia; il fratello di Sheryl, Frank, gay, studioso di Proust, che ha appena tentato il suicidio per colpa di un amore non corrisposto. Completano la famiglia il quindicenne Dwayne, che ha deciso di non parlare finché non raggiungerà il suo obiettivo, cioè venire accettato come militare in aeronautica, il nonno scacciato dalla casa di riposo, perché scoperto a sniffare eroina e infine Olive, la protagonista, una simpatica bambina di sette anni.
Il viaggio è come sempre simbolo di trasformazione. I personaggi, in balìa del fardello di sogni impossibili, riescono gradualmente a liberarsene: svanisce così il sogno utopistico di Dwayne che si scopre daltonico, e perciò escluso a priori dalla possibilità di entrare in aeronautica; cade l’utopia della pubblicazione del manuale scritto da Richard; Frank finalmente scopre che lo studente di cui era innamorato ha una relazione con un insegnante suo collega più anziano.
Infine la morte improvvisa del nonno prelude all’ultima tappa di questo cammino di risveglio, ovvero la delirante competizione di bambine.
Il mondo dell’immagine, dell’apparenza, del vuoto interiore di bamboline senz’anima (truccate e con sorriso da cartolina) di questo grottesco concorso di bellezza fa infatti riconoscere ai protagonisti l’importanza di essere una famiglia unita, pur se decisamente originale, composta da individui che accettano finalmente la propria realtà ed in questa si aiutano reciprocamente con il coraggio di essere se stessi

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Regia- Jonathan Dayton- Usa 2006

 






Pubblicato il : 22-12-2006 (601 letture)

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